Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

RELIQUIE
Il saio di Francesco d'Assisi
Il calice con patena
I lini di Jacopa dei Settesoli 
Il corno d'avorio
La Regola francescana 
Carta data a Frate Leone
La tunica bianca 
La pietra che faceva da guanciale al Santo nel sepolcro
La Regola francescana

La Regola francescana

C
on molta determinazione Francesco rifiutò di adottare per il suo Ordine religioso una delle Regole antiche, come invece voleva una recente norma del Concilio lateranense IV (1215).
Alla presenza del cardinal Ugolino de’ Segni, futuro Gregorio IX, egli ebbe a dire con decisione ai frati riuniti in capitolo: “Non voglio che mi nominiate altre Regole, né quella di Sant’Agostino, né quella di San Bernardo o di San Benedetto. Il Signore mi ha rivelato essere suo volere che io fossi un pazzo nel mondo...” (Leggenda perugina, 114).
Segni di tempi nuovi ispiravano al Santo un nuovo tipo di Ordine religioso, più evangelicamente dinamico. Le nuove norme di convivenza proposte da Francesco venivano a creare una fraternità a regime domestico non monastico, retta da un Ministro-Servo eletto a tempo e deponibile in caso di incapacità, fondata sulla povertà individuale e comunitaria, non localmente stabile, ma itinerante e aperta apostolicamente al mondo dei saraceni e degli altri “infedeli”.
La grande pergamena, munita da Onorio III del sigillo con le figure degli apostoli Pietro e Paolo, e datata 29 novembre 1223, costituisce la “magna charta” del Francescanesimo, che diverrà uno dei fattori fondanti della civiltà occidentale. Oltre che dai frati minori conventuali, essa è seguita da altre famiglie francescane del I Ordine.


 
 



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